Dal cartaceo numero 3 di lapsus.
Oggetto di editti, censure, dispacci, scomuniche, anatemi ed invettive, Luttazzi fa qui un quadro lucido della situazione del nostro paese, delle sue contraddizioni, dei suoi cancri maligni e benigni.
Caro Daniele, in primo luogo, come stai?
Benissimo, grazie. E voi? Spero tutto ok.
Sono ormai più di due anni che manchi dalla televisione. Nonostante il tuo successo a teatro, immaginiamo una certa amarezza per l’esclusione da un circuito con potenzialità e diffusione molto maggiori. A parte le potenzialità di diffusione implicite al mezzo, quali altri vantaggi a livello artistico permette la comunicazione televisiva?
Non sono affatto amareggiato. Forse vi sfugge, ma in Italia c’è una lotta in corso fra chi crede in una democrazia (siamo in pochi, ma ossi duri) e chi ama la cultura dell’accordo sottobanco (così fan tutti gli altri, a quanto pare), che è tutto fuorché democrazia. So cosa sto facendo e certe conseguenze sono nell’ordine delle cose. Se gli italiani non fossero così diffusamente corrotti, ai vari livelli, le censure televisive non potrebbero accadere perché verrebbero vissute come un’ingiustizia verso se stessi, verso il proprio diritto di essere informati. In Inghilterra o in Francia, un direttore di Tg come Minzolini verrebbe cacciato su due piedi e non potrebbe più farsi vedere in giro dalla vergogna.
Leggi il resto di questo articolo »




