Intervista rilasciata la sera del 16 febbraio 2009 presso i piani alti del teatro Archivolto di Genova, da Guccini trasformati in osteria. Tra i presenti, anche Michele Serra e Giovanna Zucconi. Apparso sul cartaceo numero 1 di lapsus.
Buona lettura.

LAPSUS:
Francesco Guccini, ci parli un po’ dei suoi riferimenti letterari. Possiamo individuare degli autori che l’hanno ispirata nel suo percorso artistico che inizia lungo la via Emila e corre verso il West?
GUCCINI:
Tralasciando le letture infantili, la mia adolescenza ha avuto come protagonista la letteratura americana. Quindi dovremmo mettere insieme i grandi libri di Steinbeck, di Dos Passos, di Hemingway, insomma di tutta quella gente lì.
D’altra parte sono cresciuto leggendo anche gli inglesi, tra tutti Dickens e il suo splendido David Copperfield. Solo verso la fine degli anni 50 sono arrivati i Beat, è arrivato Kerouac con il suo On the road. Oh, mi raccomando: si dice Kerouàc e non Kèrouac come mi ha insegnato Fernanda Pivano. Fu proprio attraverso la Pivano che ho scoperto l’Antologia di Spoon River di Edgard Lee Master… che adesso vedo in una maniera un po’così…
LAPSUS:
Ah, non le piace più?
GUCCINI:
Insomma…
E poi per me è stato importantissimo, non lo cita quasi mai nessuno, l’umorista inglese Woodhouse. E anche Jerome! Insomma questo british humor è stato fondamentale per me. Poi, in epoca più matura, è arrivato Borges, Sartre ed Eliot con Una terra desolata…
LAPSUS:
Sappiamo che lei, ai tempi, insegnava al Dickinson College di Bologna: leggeva (e legge) questi autori in lingua originale o in italiano?
GUCCINI:
Li ho letti in italiano. Beh no, veramente “Una terra desolata” di Eliot l’ho letta con la traduzione inglese a fronte… ma non so se conta.
LAPSUS:
Guccini, lei crede di essere mai stato un idealista? E se si, si riconosce oggi in questa definizione?
GUCCINI:
Intendete da un punto di vista filosofico, crociano?
LAPSUS:
Intendiamo chiederle se per lei la libertà, come cantava Gaber, è ancora partecipazione… se per lei lo è mai stato o no.
GUCCINI:
Perbacco! Esiste una chiamiamola dialettica ben precisa, un’etica laica ed agnostica per la quale tutto sommato io mi batto ancora. Qui vicino a me c’è Michele Serra, che penso che anche lui partecipi a questi temi e la pensi esattamente come me. Non vediamo affatto bene certi personaggi di questo paese, quelli che saltano con leggerezza di qui e di là. Basti pensare a Villari, Capezzone e Mastella.
LAPSUS:
Per lei, ne esiste uno che è peggio degli altri?
GUCCINI:
Ah, no. Sono uno peggio dell’altro!
LAPSUS:
Possiamo chiederle se vota?
GUCCINI:
Voto PD. Purtroppo oggi si vota davvero per il meno peggio. Diciamo però che se in Sardegna
vincesse Soru sarei felice1.
LAPSUS:
Senta, abbiamo avuto modo di vedere Vince Tempera come maestro d’orchestra della trasmissione “La Corrida”. Siamo tutti molto curiosi di sapere quale è stata la sua reazione quando ha acceso la televisione e l’ha visto.
GUCCINI:
(Ride) Beh, lo sapevo perché aveva lo aveva annunciato… adesso abbiamo un altro tastierista… ma conoscendo Tempera non mi meraviglio più di tanto, è sempre stato un grande personaggio.
Tanto per dirvi del mio rapporto con Tempera: in un disco lo abbiamo messo tra i credits come “Vince Tempera: tastiere e telefono”2 perché lui sta continuamente al telefono, a fare e brigare, poi va mangiare, a farsi dei giri…
LAPSUS:
Che poi, Tempera ha fatto le cose più insospettabili come la sigla dell’Ape Maia e Ufo Robot…
GUCCINI:
E poi sono secoli che millanta di essere l’arrangiatore dei miei dischi ma non ha mai arrangiato un bel nulla!
LAPSUS:
Cambiando radicalmente argomento, lei ha davvero un caminetto in cotto con le sue iniziali incise sopra? C’è un’intervista con Vincenzo Mollica in cui lei parla con alle spalle questo caminetto.
Ma cosa le è venuto in mente?
GUCCINI:
Ah, ma non è in cotto, è in pietra!
LAPSUS:
Ci scusi davvero.
GUCCINI:
No, no. Ci tengo: è solo rivestito da piastrelline di cotto. E sopra c’è un affare di legno con le mie iniziali.
LAPSUS:
Forse in televisione si vedeva male.
GUCCINI:
Me l’ha regalato un pavanese, un compaesano. Mi ha detto: “Posso fartelo?” Ed io “Ma, va beh, fai, fai pure”. Ma non è in cotto! E’ in pietra, come tutti i caminetti seri.
LAPSUS:
E come si vive a Pavana in questo periodo dell’anno?
GUCCINI:
Si vive bene, anche se ora fa molto freddo. Speriamo che questo inverno si decida a levarsi di torno: è venuta quindici volte la neve, anche se non si è mai fermata moltissimo. Per carità, molto bella da vedere, ma uscire dal mio cortile con la neve non è facilissimo e quindi spero che arrivi presto la primavera. Anche perché ho una gran voglia di un tempo più mite. Adesso, già verso l’una di pomeriggio, si comincia ad andare sotto zero: è dura! Vabbè, non è che a dire la verità io faccia molta strada, che mi esibisca fuori. In realtà sto molto in casa.
LAPSUS:
E poi c’è il suo caminetto che tiene caldo.
GUCCINI:
Ma no, il caminetto quest’anno è rimasto spento. Ho un riscaldamento molto efficiente.
LAPSUS:
Ultimamente sta lavorando ad un nuovo disco?
GUCCINI:
Ho tre canzoni più o meno nuove. Due le ho già suonate in concerto e immediatamente sono finite su Youtube. Quindi la terza, precauzionalmente, la tengo segreta. E poi sto progettando un altro giallo che non è ancora finito, anzi che appena appena abbozzato. Ma aspetto di risolvere un problema con il computer perché c’è il provider che mi ha abbandonato e il file di quello vecchio non va su quello nuovo. Insomma… un bel casino che speriamo si risolva presto.
LAPSUS:
Ha intenzione di fare dei concerti estivi?
GUCCINI:
No, alla fine di concerti estivi non ne faccio più. Si sta sempre a guardare il cielo per capire se pioverà o no… si sta molto meglio a Pavana.
Note al testo:
1 Il 16 Febbraio 2009 Renato Soru perde le elezioni regionali. Ugo Cappellacci, il candidato del Pdl, lo distacca di nove punti percentuali.
2 L’album in questione è “Amerigo” del 1978.
