di Alessandro Aranda
L’ appello dei “tre giuristi” – Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Franco Cordero – apparso sulle pagine de “La Repubblica” il 31 Agosto, nasconde una critica che punta diretta a provocare una aperta e consapevole crisi politica del Paese.

Qui di seguito, pertanto, tenterò di dimostrare che ciò che le tesi (apparentemente) neutrali e tecniche disseminate nel j’accuse di fine estate esprimono, è il consapevole e preordinato tentativo di rifondazione della Costituzione – ossia dell’unità politica del Paese – in chiave neo-illuminista e democratica.
Mi propongo, perciò:
1) di indagare e scavare nel breve testo dell’appello, per metterne in luce i tre concetti-chiave;
2) di mostrare come tali concetti risalgano, in ultima istanza, all’ideologia e alla retorica dell’universalismo, neoilluminista e democratico;
3) di identificare il fine politico di tale richiamo, nell’attuale situazione costituzionale italiana.

